Per favorire un apprendimento legato alla concretezza del “fare”, la didattica della scuola di base cerca di creare “laboratori” di esperienze, anche mediante l’uso di spazi strutturati, per differenziare le strategie didattiche in relazione ai diversi stili di apprendimento degli alunni. Le attività di laboratorio (artistico, musicale, teatrale, scientifico, tecnologico, linguistico e motorio) nella Scuola Primaria offrono l’importante opportunità di creare situazioni di apprendimento diversificate, utili a far nascere e a sviluppare interessi personali e a favorire l’apprendimento.
Gli “spazi educativi” nei quali si svolge la funzione didattica, oltre alle classi, sono:
– i Laboratori (lettura, teatro, musica, movimento e di educazione affettiva) che non dispongono di uno spazio attrezzato ma si realizzano in spazi appositamente predisposti secondo un’attenta programmazione;
Internamente la scuola consentirà il frazionamento dei gruppi classe e la riaggregazione in gruppi diversi per attività di progetto trasversale, per attività laboratoriali e opzionali o di sostegno a eventuali difficoltà.
– il rispetto dell’interezza della persona-bambino e la necessità conseguente di proporre esperienze significative e capaci di coinvolgere tutti i piani funzionali del bambino, permettendo l’acquisizione di saperi saldi e integrati;
– la realizzazione del diritto alla conoscenza e alla crescita, riconoscendo e valorizzando le diversità e promuovendo le potenzialità di ciascuno;
– la continuità tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado.
– l’organizzazione di spazi flessibili utili alle attività didattiche e alle molteplici attività proposte: lettura, attività espressive e artistiche, scrittura, giochi motori, laboratori affettivi;
– l’approccio laboratoriale anche per l’apprendimento delle discipline e lo sviluppo di competenze trasversali;
– la costruzione collettiva delle conoscenze e l’interazione positiva tra pari e con compagni di diversa età, imparando a contestualizzare linguaggi e gesti e a trovare la giusta misura nelle relazioni;
– il lavoro per progetti, dando importanza particolare all’educazione alla cittadinanza, alle diversità, alla multiculturalità, all’educazione affettiva e all’educazione ambientale, integrate strettamente allo studio delle altre discipline;
– la conoscenza e l’uso consapevole degli strumenti informatici per potenziare gli apprendimenti, per costruirne di nuovi e per supportare i bambini con bisogni educativi speciali.
– la valorizzazione dell’uso e della conoscenza della lingua inglese attraverso la pratica attiva del bilinguismo e la prima alfabetizzazione nella seconda lingua europea: lo Spagnolo
– la valorizzazione della musica considerato come un linguaggio universale.
Oggi la scuola dispone di un plesso dove hanno sede la scuola dell’infanzia e quella primaria. Tale edificio negli anni, è stato oggetto di radicali interventi per essere adeguato ai requisiti igienico-sanitari, della sicurezza e dell’abbattimento delle barriere architettoniche
Il laboratorio teatrale è un contenitore.
Non esiste una formula preconfezionata e adattabile a tutte le occasioni, bisogna rischiare, mettersi in gioco, uscire dalle proprie certezze e avere il coraggio di inventare.
Avviare un laboratorio teatrale significa partire da piccoli elementi che ciascuno già possiede: frammenti di memoria, voci sentite, gesti memorizzati.
Avviare un laboratorio teatrale significa ritrovare il corpo, lo spazio, i suoni, le parole, i racconti per appropriarsene e spingendosi oltre anche per reinventarli.
Avviare un laboratorio teatrale significa mettere in gioco aspetti della propria identità che a volte non riusciamo a far emergere.
Avviare un laboratorio teatrale significa progettare, creare, studiare, scoprire.
Avviare un laboratorio teatrale significa spingere ciascuno dei partecipanti alla scoperta e all’invenzione di una sintassi delle emozioni, di un alfabeto dei sentimenti.
Avviare un laboratorio teatrale è soprattutto raccogliere storie e raccontarle; senza narrazione ogni racconto rimane chiuso in se stesso come davanti ad uno specchio.
Fare teatro è raccontare, e raccontare è la più antica arte che gli uomini conoscono.
Il laboratorio teatrale è un contenitore di “vita” e di “vite”.
Considerando importante e delicato il momento di passaggio da un ordine di scuola ad un altro, in cui la continuità del metodo, la possibilità di familiarizzare con nuovi adulti di riferimento, il non totale distacco dai compagni che proseguono verso una nuova esperienza, sono elementi essenziali che preludono ad un approccio positivo con la nuova esperienza, pensiamo che sia importante spendersi affinché ai bambini venga garantita il più possibile una continuità educativa e didattica che dia la possibilità di una crescita integrata della persona. A tal fine nascono:
il “Progetto continuità” che coinvolge insegnanti e bambini della scuola dell’infanzia (i 5 anni) e della scuola primaria del nostro istituto e che prevede il perseguimento di obiettivi comuni che riguardano la sfera relazionale e quella didattica e che al di là dei momenti quotidiani di scambio e condivisione possibili, grazie all’occupazione della stessa sede (seppur con spazi propri opportunamente delimitati), prevedono dei momenti appositamente programmati, destinati alla condivisione di un lavoro e finalizzati a consentire ai più piccoli un “assaggio di scuola primaria” grazie alla testimonianza dei loro amici un po’ più grandi.
La scuola negli anni ha puntato molto sulla valorizzazione della lettura e sulla scoperta di essa ed ha ormai consolidato una sua modalità progettuale che, iniziando dall’infanzia, accompagna i bambini della scuola primaria fin dalla prima classe, facendo sentire loro l’importanza di poter essere protagonisti del loro viaggio, senza dipendere da nessuno “perchè un bambino che legge va lontano, senza che nessuno lo tenga per mano”. In questi anni i nostri bambini hanno ascoltato le letture, tante letture dalle loro maestre e dai loro maestri, si sono cimentati nella lettura di libri veri adatti alla loro età, sono diventati lettori per gli altri in gruppi di lettura delle proprie classi o in interclassi, perfezionando, poco a poco, la loro lettura a voce alta, hanno regalato letture di storie e di poesie a passanti, negozianti, portieri di stabili o a persone che se ne stavano sedute ai giardinetti o al bar, regalando agli altri la loro passione, perchè “un bambino che legge si dimentica dei piedi ed ha schegge di luce negli occhi intenti”(con quest’ultima iniziativa dal titolo “Travelling reading corner” vincendo il premio nazionale di “Io leggo perchè” nell’anno 2019 ).
Negli anni della pandemia per rispondere alle particolari esigenze del momento, così il nostro progetto di lettura ha trovato forti ostacoli nella riduzione degli spazi collettivi che ospitavano la biblioteca ed erano destinati alle nostre letture, così oggi il nostro progetto è diventato quello di moltiplicare la biblioteca e gli spazi di lettura, di avere libri dappertutto: nelle classi, all’ingresso, nel cortile, nei bagni; “libri in mezzo ai piedi”, su cui sedersi o inciampare e fermarsi a riflettere, a discutere. Da quel momento “Libri in mezzo ai piedi” è diventato un modo più allargato di vivere la lettura a cui non vogliamo rinunciare, perchè la lettura, pensiamo, apre le teste e i cuori e rende migliori le persone.