Cosa puoi trovare nella nostra scuola

Orario lungo
Insegnanti qualificati
Tante attività
Sviluppo creativo

Benvenuto da Linus

Nella nostra scuola abbiamo sviluppato un modello educativo che tiene in conto le esigenze di ogni individuo e dei suoi piani cognitivi.

Partendo da queste premesse che la scuola ricerca una metodologia attenta a proporre esperienze significative che coinvolgano tutti i piani funzionali del bambino con l’obiettivo del mantenimento della sua integrità di persona

I nostri programmi

Scuola dell'infanzia

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Età: 3-6 anni

Orari: lun-ven 8:00-14:00 // sab 8:00-13:30

Scuola primaria

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Età: 6-11 anni

Orari (classe 1 e 2): lun. 8:00-13:30 / Mart-Giov 8:00-13:15 / Ven. 8:00-13:30

Lunedi pomeriggio i bambini di classe prima dalle 14:00 alle 15:00 si dedicheranno alla musica materica, mentre i bambini di classe seconda, si dedicheranno in piccoli gruppi, allo studio dello strumento scelto, secondo un calendario predisposto annualmente.

Orari (classe 3 - 4 e 5): lun. 8:00-13:30 e dalle 14:00 alle 15:30 / Mart-Ven 8:00-13:30

 A questo orario, si aggiunge un’ora in cui i bambini, si dedicheranno in piccoli gruppi, allo studio dello strumento scelto, secondo un calendario predisposto annualmente.

Alcuni nostri progetti

La Costituzione e la consuetudine della democrazia

139 articoli che ci danno la possibilità di essere donne e uomini liberi e di godere di diritti. Occorre che i bambini e le bambine scoprano la Costituzione e la facciano riscoprire a noi, scoprendo la necessità e il valore della democrazia. Dentro la Costituzione c’è il riconoscimento dell’uguaglianza davanti alla legge di uomini e donne diversi.  Dentro la Costituzione c’è il ripudio della guerra.  Dentro la Costituzione c’è il riconoscimento del diritto all’istruzione per tutti.  Dentro la Costituzione c’è il riconoscimento dell’importanza del lavoro per ogni uomo e donna. Dentro la Costituzione ci sono le regole del nostro vivere ed agire per diventare cittadini responsabili e attivi e davvero liberi dai condizionamenti. Dentro la Costituzione c’è tutto quello che ci rende donne e uomini liberi.

La democrazia a cui facciamo riferimento, noi e la nostra Costituzione, è una democrazia progressiva che si fa praticandola, diventando tirocinio costante, pratica, consuetudine. Perché conoscere a memoria la Costituzione, sapere come funziona il parlamento non basta a fare di una persona una persona educata alla democrazia.

In questo triennio si coinvolgeranno i bambini più grandi nella cura partecipata dell’ambiente scuola rendendoli parte attiva della vita che vi si svolge e responsabili anche dell’individuazione di criticità o di aspetti o momenti del tempo vissuti a scuola che non funzionano bene e che occorre studiare e modificare. I bambini a poco a poco assumeranno uno sguardo responsabile e impareranno la cura, non solo degli ambienti ma la cura degli altri, la cura dei più fragili e dei più piccoli, la cura dei rapporti umani e comprenderanno la corrispondenza del loro operato con i principi fondamentali della nostra Costituzione, ponendo le basi non solo per una crescita relazionale, ma anche per l’acquisizione di quella responsabilità sociale che connota cittadini attivi e uomini e donne liberi.

Vogliamo continuare nel triennio un percorso complesso ed ambizioso che sappiamo essere “senza fine”. Un percorso di studio, ripensamento e miglioramento dell’inclusività della nostra scuola. Volutamente abbiamo preferito non usare nel titolo la parola “inclusione”.

Includere è un gesto inevitabile e umano, è ogni anno accogliere i bambini nuovi che entrano nella nostra scuola, includere è aspettare un figlio e accoglierlo nella nostra vita, includere è un patto con le persone che ami, includere è accogliere un nuovo amico o una nuova collega nel gruppo di lavoro. Ma la parola inclusione se da un lato testimonia il cammino che la scuola italiana ha fatto negli anni assumendo oggi nel suo agire, una più precisa e chiara prospettiva, non più solo medica, ma  biopsicosociale, dall’altro ancora si tira dietro un pensiero che non condividiamo e che invece continua ad essere largamente diffuso e cioè che il mondo sia fatto da una parte di esseri “normali” e “uguali” e dall’altra parte di esseri “ particolari”, “ speciali”, “diversi”. Persone di cui si mettono in luce solo difetti e incapacità senza accorgersi della complessità del loro essere.

Pensiamo invece che la scuola non debba fare posto “alle differenze”, mostrando tolleranza e attenzione pietistica delle diversità, ma piuttosto affermarle, metterle positivamente al centro dell’azione educativa, ritenendo che proprio le differenze di genere, di cultura, religione, abilità e lo scarto di prospettiva da esse derivanti, dia vitalità e impulso alla conoscenza e alla crescita di tutti, arricchendo ogni membro grande e piccolo della comunità.

Questo PTOF 2025/2028 fra le sue linee guida continua a parlare semplicemente di bambini e bambine tutti diversi e tutte diverse e della necessità di aiutarli a riconoscere la loro individualità e la loro diversità per accettare, naturalmente e semplicemente, la diversità degli altri.

E allora cosa cambierà nel prossimo triennio? Cambierà che vogliamo andare ancora più avanti, perfezionare didattica e strumenti, migliorare lo spazio e l’organizzazione del nostro lavoro, fare diventare più accurata la nostra progettazione per riuscire a dare a ciascuno ciò di cui ha bisogno. Cambierà che continueremo a studiare tutti insieme per diventare tutti insegnanti di sostegno. Di sostegno a ciascun bambino nella sua difficoltà, di sostegno reciproco fra di noi maestri, di sostegno a famiglie impaurite o confuse. E pur sapendo che il percorso dell’inclusione vera è un percorso per definizione senza fine in quanto da modificare su ogni bambino che arriva nella nostra scuola comunque vogliamo definire un orizzonte verso cui dirigerci:

vogliamo che ciascuna bambina e ciascun bambino si sentano benvenuti nella nostra scuola e che a tutti sia assicurata una partecipazione  alla vita scolastica secondo le sue capacità e una crescita personale secondo i suoi bisogni. Vogliamo continuare a sognare un mondo migliore.

 

Nel triennio, per una scuola realmente inclusiva, saranno riesaminate le seguenti risorse:

  • L’organizzazione scolastica generale;
  • Lo spazio esterno ed interno della scuola;
  • La sensibilizzazione di tutti i membri della collettività alla cultura dell’inclusione;
  • L’alleanza con famiglie, realtà culturali, associazioni di volontariato o sportive presenti nel territorio;
  • Formazione e studio;
  • La consultazione sistematica di documentazione di esperienze e di buone prassi;
  • La scelta ed il perfezionamento di una didattica comune nei vari percorsi curriculari centrata sull’apprendimento cooperativo, il lavoro in gruppo, i laboratori, una didattica differenziata in funzione dei diversi stili di apprendimento e delle diverse intelligenze di chi apprende;
  • Percorsi educativi e relazionali comuni e organizzazione di laboratori creativi, espressivi, musicali, affettivi anche in gruppi trasversali alle classi;
  • Percorsi di didattica individuale curati non unicamente dall’insegnante di sostegno, ma da tutti gli insegnanti di sostegno o da altri alunni nel ruolo di tutor;
  • Percorsi educativi e relazionali individuali con l’obiettivo di incrementare l’autonomia personale, sociale e relazionale;
  • Uso di ausili, tecnologie e materiali speciali;
  • Interventi di assistenza e di aiuto personale.

È del 2015 l’Agenda universale redatta dall’ONU. Cosa c’è dentro questo documento? 17 obiettivi e 169 traguardi, esso è dunque un grandissimo contenitore di presupposti, problemi, emergenze e concetti universalmente riconosciuti come “imprescindibili” per condurre una vita che abbia il minor impatto possibile sul pianeta, che come sappiamo, non è solo nostro, che ci è stato tramandato e conservato e, che noi, abitanti odierni, abbiamo l’obbligo di preservare per coloro che verranno dopo. 

Dunque persone, pianeta, pace e cooperazione sono l’imperativo categorico da tenere bene a mente, ogni giorno, specie se si vuole fare scuola.

Cosa intendiamo fare noi maestre e maestri della Linus? Intendiamo essere fomentatori e fomentatrici di buone pratiche perché riteniamo indispensabile, per noi stessi e per la collettività, sviluppare un’adeguata sensibilità, ai temi del benessere personale e collettivo, ai corretti stili di vita, alla lotta per costruire società inclusive, giuste e pacifiche.

Da cosa vogliamo partire?

Da noi e da piccole cose…

Una buccia di banana al sole, un piccolo orto, acqua quotidiana per le nostre piante, mani nella terra, merende semplici, preparate da noi e condivise, ore di scuola trascorse a sforzarsi di ascoltare anche le ragioni dell’altro e a tentare di trovare un accordo, tempo per piccole azioni di cura per gli spazi e per le persone, una compostiera da mettere in opera, un occhio sempre più attento ai nostri disinvolti sprechi ed una progettazione che parte dai bambini per ridurli significativamente: tante azioni, tanti fili che pian piano si legano e si intrecciano in una trama che diventi sempre più chiara e diventi, più gradualmente, il nostro modo di vivere a scuola e fuori dalla scuola. Prenderemo spunto, ad esempio, dalle piante che tanto, nella loro apparente inconsapevolezza, per come noi la intendiamo, hanno da insegnarci. Vogliamo osservare le comunità verdi che hanno “imparato” a dividere le risorse, a vivere la diversità come fonte di salute e del gruppo, a tutelare il bene di tutti… vogliamo osservare, riflettere, imparare, trovare gli strumenti per essere anche noi comunità rispettose degli individui ed individui rispettosi della comunità.

A tal fine, nel triennio 2025/2028 lavoreremo per:

  • Piantare alberi
  • educare alla semplicità
  • discutere, e confrontarsi per concordare buone pratiche e regole di ecologia del vivere;
  • conoscere la “Costituzione delle piante” e imparare da essa§;
  • farci promotori e promotrici di buone pratiche anche all’esterno della nostra scuola;
  • prenderci cura dei nostri ambienti, interni ed esterni e nel nostro quartiere;
  • continuare a prenderci cura del nostro orto;

 

 

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